mercoledì, 11 novembre 2009
 
Riuscire ad organizzare la sfida non era stato affatto semplice, pensò Giuseppe osservando i giocatori seduti ai lati della scacchiera, attorniati da un pubblico attento non solo ad ogni loro mossa, il che sarebbe stato ovvio, ma anche a tutto ciò che avrebbe potuto farle intuire a priori, dai minimi gesti ai mutamenti della mimica facciale.
Il circolo degli scacchi era uno dei luoghi più attivi del paese, e organizzava spesso tornei fra i suoi soci, ma Amos, che era il miglior giocatore in assoluto del circondario, campione riconosciuto e vincitore di numerose gare anche a livello regionale, si era sempre rifiutato con ostinazione di prendervi parte, con grave disappunto di Giuseppe che, in qualità di presidente dell’associazione, aveva tentato di tutto per fargli cambiare idea.
Esisteva però un motivo che spiegava l’autoesclusione di Amos da tutte le attività del circolo, ed era un odio atavico che correva da tempo immemorabile fra lui e Donato, il vicepresidente, oltre che uno dei più abili scacchisti del paese, se non il migliore, per cause che risalivano a vecchi rancori familiari di cui solo i più anziani del paese erano forse in grado di ricostruire l’origine.
I soci più giovani del circolo degli scacchi, ai quali negli anni più recenti si erano aggiunti diversi nuovi residenti stabilitisi nel paese grazie a qualche buona opportunità di lavoro, essendo del tutto ignari riguardo a faccende tanto lontane nel tempo, non riuscivano a comprendere perché non fosse mai stato possibile assistere ad un incontro fra Amos e Donato, e ciclicamente qualcuno fra loro chiedeva a Giuseppe, grande amico di entrambi, d’impegnarsi perché ciò potesse accadere, causando al presidente soltanto dolorosi attacchi della sua ulcera, finché un giorno era accaduto l’impensabile…
Giuseppe e Amos erano andati a pescare insieme, e mentre se ne stavano come al solito appostati con le canne sulla riva del fiume, era arrivata una frase assolutamente inattesa.
“E’ ora che venga al circolo a dare una lezione a quel pallone gonfiato di Donato. Va troppo in giro a vantarsi della sua bravura, e invece è sempre stato un imbecille.”
A Giuseppe era quasi caduta di mano la canna da pesca, mentre Amos aveva continuato con calma, fissando un punto lontano all’orizzonte.
“Digli che ci dobbiamo incontrare domenica prossima, e non se ne parli più.”
Convincere Donato non era stato molto facile, perché chiunque avrebbe compreso quanto fosse smanioso di affrontare finalmente l’eterno nemico, però l’orgoglio era intervenuto a impedirgli di accettare così sui due piedi una sfida lanciata dal rivale con quel tono da ultimatum, così da far registrare un significativo peggioramento dell’ulcera di Giuseppe.
Ed ora eccoli finalmente lì, seduti uno di fronte all’altro a studiare la scacchiera, del tutto indifferenti allo stuolo di spettatori che li attorniavano col fiato sospeso.
Amos non aveva mai guardato negli occhi il rivale neppure una volta, perché non voleva lasciargli comprendere quanto il suo odio fosse ancora vivo e presente a dispetto del tempo trascorso, anche se mezzo secolo ormai li separava da quando i loro padri si erano quasi ammazzati di botte per una questione di interessi, e contemporaneamente Donato aveva avuto la pessima idea di sedurgli la fidanzata.
Una vita di rancori, e quel borioso che lo sbirciava di traverso credeva forse di poterlo umiliare di fronte a tutti?
Amos fece poche mosse, e fu scacco matto.
 
                                        
 
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categoria:racconti
giovedì, 05 novembre 2009
Taccuino di una sbronzaDomani sera vado al Teatro alle Colonne, in corso di Porta Ticinese 45 qui a Milano, per la prima nazionale della commedia "Taccuino di una sbronza".
Avendone già vista una breve anteprima in occasione dell'inaugurazione dello spazio "Milano Nera" presso la Libreria Mursia di via Galvani qualche settimana fa, sono molto curiosa di assistere all'opera completa.
Ma soprattutto, conoscendo Sergio dai tempi della scuola e ricordando i suoi esordi teatrali nelle memorabili performances cabarettistiche che hanno movimentato numerose feste quando eravamo liceali insieme, sono molto felice oggi di assistere al suo debutto in un teatro milanese.
Però, ne è passato di tempo da quando combinavamo scherzacci nel vecchio Liceo Manzoni....
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categoria:spettacoli, personali, presentazioni
martedì, 03 novembre 2009

I primi giorni di novembre erano attesi come la prima occasione per avere qualche giorno di vacanza da scuola: prima che la riforma del calendario abolisse un certo numero di festività, cancellando la celebrazione della fine della 1° Guerra Mondiale il 4 novembre, diventata anche Giornata delle Forze Armate, mettendo insieme il giorno di Ognissanti, la ricorrenza dei Morti e la festa dell'armistizio si potevano avere fino a quattro giorni di vacanza filati, perchè quello scomodo 3 feriale in qualche modo finiva quasi sempre per essere concesso come extra, se non capitava fortunosamente di sabato o domenica.
Erano i giorni in cui spesso pioveva, si iniziavano a indossare i primi indumenti pesanti e in tavola arrivavano i cachi, il Pane dei Morti e le castagne.
Ancora oggi, in questo mondo globalizzato che fa trovare sui banchi del supermercato pesche a gennaio e mele a luglio, cresciute chissà dove e colte ancora acerbe per arrivare a noi del tutto insapori come illusioni dei frutti "veri", non rinuncio mai a comprare i cachi e le castagne appena  fanno la loro apparizione, perchè sono rimasti fra i pochi prodotti stagionali, così come una fetta di Pane dei Morti mi regala per qualche minuto atmosfere che non torneranno più...
Il 4 novembre è anche la festa di S.Carlo: in casa mia si festeggiava mio nonno materno che portava quel nome e che nella prima guerra mondiale aveva combattuto, ed era orgoglioso della sua onoreficienza di Cavaliere di Vittorio Veneto, ma poiché il 3 è Santa Silvia, nome di mia sorella, la festa era comune.
Fra tutti, non ho mai dimenticato il 4 novembre del '66, con tutta la famiglia radunata davanti al televisore a guardare le immagini in bianco e nero della terribile alluvione di Firenze e Venezia, con l'Arno in piena che trascinava via le auto, e piazza San Marco solcata dalle imbarcazioni di soccorso.
Si andava anche doverosamente, con i miei genitori e mio nonno, ai cimiteri a rendere omaggio ai defunti di famiglia, perchè questi sono per tutti i "giorni dei Morti". Si incontravano regolarmente, fuori città, parenti lontani che capitava di vedere solo in quell'occasione, salutavo numerose persone di cui  non avevo la più pallida idea di chi fossero e rendevo omaggio a nonne, prozii e bisnonni che non avevo mai conosciuto.
Allora, per fortuna, i morti erano ancora un'entità astratta...
Diversi decenni dopo, evito di andare per cimiteri.
Le persone che ho amato e che non ci sono più, per me sono sempre vive nei miei pensieri, e le ricordo lì.
 

 

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categoria:memorie
mercoledì, 28 ottobre 2009
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Andate a dare un'occhiata...Un bando di concorso un po' diverso dal solito.
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categoria:concorsi
martedì, 20 ottobre 2009

In trenoA giorni uscirà per Perrone Lab una nuova antologia di racconti intitolata "In treno".
La presentazione del libro si svolgerà a Roma lunedì 26 ottobre 2009 presso il "Simposio" (via dei Latini 11 angolo via degli Ernici 1-5, San Lorenzo).
Questo è il mio racconto che ne fa parte.




TRENI SENZA SOGNI

 
Da ragazzina sognavo di poter fare dei lunghi viaggi in treno. Avrei voluto poter salire anch’io a bordo di quei convogli lussuosi che percorrevano tragitti impressionanti attraverso interi continenti, e che scrittori famosi come Agatha Christie o Graham Greene hanno immortalato per sempre in romanzi avvincenti e carichi di mistero, descrivendo i leggendari “Treni Blu”, e gli ancora più favolosi “Orient Express”, dove potevano consumarsi delitti, nascere e svanire storie d’amore, agire indisturbate spie e truffatori nel breve spazio di viaggi che, per quanto lunghi, non si protraevano per più di due o tre giorni.
Allora abitavo in periferia, non lontano dalla Stazione Centrale, e talvolta convincevo un’amica ad accompagnarmi fin sotto l’enorme galleria vetrata semplicemente per osservare, passeggiando tra un binario e l’altro, le carrozze più eleganti di certi treni a lunga percorrenza, le cui destinazioni scritte sulle fiancate ci offrivano il piacere di fantasticare su quando saremmo state anche noi in grado di arrivarci, senza fare preferenze tra Parigi o Ginevra, Vienna o Basilea, perché era il fascino del viaggio in sé a prevalere sulla meta da raggiungere.
Oggi che mi sposto ogni giorno dal comune dell’hinterland milanese, dove la mia famiglia si è trasferita anni fa, fino al centro cittadino per raggiungere l’ufficio, e di nuovo la sera per rientrare a casa, sono diventata la tipica utente dei cosiddetti “treni dei pendolari”, che in comune con gli “Orient Express” o i “Treni Blu” dei miei sogni giovanili hanno solo il fatto di essere formati da una locomotiva che traina dei vagoni, e di viaggiare su rotaie: tutte le somiglianze si fermano qui, perché questi convogli non hanno nulla di misterioso, né tanto meno d’affascinante per chi è costretto a servirsene come me da lunedì a venerdì per undici mesi abbondanti all’anno.
Vecchi locomotori sfiancati, che forse sarebbero battuti in efficienza persino dalle gloriose locomotive a vapore, vagoni spogli, sporchi e maleodoranti che ogni giorno sono riempiti da flussi d’esseri umani costretti a viaggiare loro malgrado dalle circostanze, e non certo spinti dal piacere dell’avventura e dall’entusiasmo di scoprire nuovi orizzonti, come accadeva a chi saliva un tempo sui treni a lunga percorrenza.
Voci assonnate al mattino, voci stanche la sera.
Voci spesso irritate a commentare i disservizi della linea.
Voci sgarbate che scaricano l’insofferenza sui ragazzi schiamazzanti, sullo zingaro che insiste a chiedere l’elemosina in tono lamentoso poco prima che il treno lasci la stazione di testa, sui telefoni cellulari che squillano in continuazione e su chi pretende di continuare la conversazione con un interlocutore remoto anche dovendo mantenere un equilibrio precario nella ressa del vagone sovraffollato.
Viaggiando come pendolare, ho dimenticato molto in fretta tutte le mie lontane fantasticherie a sfondo ferroviario, perché su questi treni è impossibile sognare, nessuno volge lo sguardo oltre i finestrini perché non troverebbe nulla di bello da osservare, e si desidera soltanto riuscire ad arrivare il più rapidamente possibile a destinazione, sia per raggiungere il luogo di lavoro, sia per rientrare finalmente a casa la sera.
Soltanto qualche volta, nei giorni in cui di mattino presto alla stazione sembra esserci più calma del solito, mi distraggo ancora brevemente guardandomi attorno nell’attesa del treno, ad osservare soprattutto i miei compagni di viaggio che ormai, dopo quattro anni di vita scandita dai medesimi orari, sono più o meno sempre gli stessi, con rare variazioni, così che ho quasi la sensazione di conoscerli come se fossero vecchi amici: dopotutto, siamo o no compagni di viaggio per ore e ore, sia pure spezzettate in tragitti di trentacinque minuti al giorno?
L’ultimo arrivato è un mio coetaneo dall’aspetto attraente, che solo da poco tempo mi ritrovo spesso a qualche passo di distanza sul marciapiede della stazione in attesa del treno del mattino: è alto, bruno e indossa sempre un giaccone sportivo blu, ravvivato da una sciarpa azzurra che spunta dal bavero scostato.
E’ probabile che se fossimo stati due adolescenti avremmo già instaurato un contatto, ma abbiamo raggiunto un’età sufficiente a farci diffidare di chi tenti un abbordaggio fintamente casuale fra sconosciuti, perciò gli incroci frequenti dei nostri sguardi continuano a non avere un seguito, nell’atmosfera intorpidita di queste mattine d’inizio inverno, prima che il treno ci inghiotta e ci separi per poi farci ritrovare sullo stesso marciapiede ventiquattr’ore più tardi, perché abbiamo orari serali differenti e non c’incontriamo mai nel viaggio di rientro.
Questa sera però, mentre tornavo a casa più stanca del solito, pressata in un vagone stracolmo di passeggeri inferociti a causa di un guasto del convoglio precedente, ho deciso che domattina m’inventerò un pretesto per rompere il ghiaccio con quel compagno di viaggi sconosciuto: d’accordo, un “treno dei pendolari” non è proprio l’”Orient Express”, però…non si sa mai.
 
 
 
 



 

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categoria:racconti, concorsi, eventi letterari
mercoledì, 14 ottobre 2009

Ogni tanto ci ritorno. Saranno gli antenati a chiedermelo, visto che ho pur sempre un quarto di sangue siciliano nelle vene? Chissà. In ogni caso, vagabondando in terra siciliana ritrovo ogni volta molte cose a cui sono affezionata, e riesco a scoprirne di nuove da aggiungere all'elenco. Sono luci, suoni, colori e profumi che difficilmente si incontrano altrove...come il tramonto di oggi tra il barocco ragusano, e poi la piana di Comiso scintillante di luci sotto il cielo stellato.

Confesso però che uno dei motivi per cui torno volentieri in Sicilia sono anche i suoi sapori, di terra, di mare e di quella pasticceria inimitabile a cui non so resistere, tra cassate, paste di mandorle e dolci al pistacchio...le diete si fanno a Milano.

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categoria:
mercoledì, 30 settembre 2009
Lunedì sera al Simposio di via dei Latini 11 a Roma Giulio Perrone ha presentato gli ultimi due volumi delle antologie dedicate ai "vizi capitali", riguardanti l'avarizia e l'invidia, e ha illustrato le prossime iniziative della Perrone Lab, sezione speciale della sua casa editrice. Gli autori presenti hanno letto poesie e incipit dei racconti pubblicati nelle raccolte.
Presentazione di Giulio PerroneGiulio Perrone










Il Simposio                                                     La sala del Simposio









pizzata finale 

E una bella pizzata finale per continuare a parlare dei nostri racconti in modo informale..........
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categoria:presentazioni
martedì, 22 settembre 2009
LUNEDI' 28 SETTEMBRE ALLE ORE 19

PERRONE LAB PRESENTA PRESSO IL SIMPOSIO

(VIA DEI LATINI 11 ANG. VIA DEGLI ERNICI 1-5 - SAN LORENZO, ROMA)

LA SERATA FINALE DEDICATA AL PROGETTO ANTOLOGICO DEI "VIZI CAPITALI".

CON L'CCASIONE SARANNO PRESENTATE LE ULTIME DUE ANTOLOGIE IN USCITA
DEDICATE ALL'INVIDIA E ALL'AVARIZIA E SARA' DATO SPAZIO ALLA LETTURA DI

TESTI DA TUTTE LE ANTOLOGIE PUBBLICATE FINORA.

IO CI SARO', E SPERO QUALCHE AMICO ROMANO CHE VOGLIA PASSARE DI  LA'...










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categoria:
lunedì, 21 settembre 2009
Si vorrebbe trovare qualche notizia positiva leggendo il giornale ogni mattina.
Per carità, non che si acquistino i quotidiani come surrogati dei romanzi Harmony, cercandovi soltanto allegre storielle a lieto fine, però non sarebbe poi così difficile ridurre lo spazio occupato dalla cronaca nera, ad esempio, per tenerci informati su quanto d'importante accade nei laboratori di ricerca e nelle università in fatto di nuovi studi e scoperte, e su ciò che fanno le organizzazioni internazionali in giro per il mondo, là dove ci sono mille problemi da affrontare in fatto di fame, carestie, malattie da debellare e conflitti da cercare di appianare.
Il fatto che per l'ennesima volta una moglie o un marito in preda alla gelosia abbia eliminato il proprio consorte, o che la microcriminalità abbia effettuato qua e là scippi e rapine, è una notizia talmente uguale a mille altre che l'hanno preceduta e che la seguiranno, da perdere ogni interesse, così come sta diventando piuttosto invadente quel genere di pettegolezzo scandalistico che un tempo era relegato ai settimanali specializzati nel settore, mentre ora sembra aver conquistato largo spazio anche sulle pagine di  quotidiani un tempo serissimi.
Si vorrebbe leggere, in questo periodo decisamente "basso" per troppi motivi, qualche buona ragione per ridare credito all'intelligenza dell'umanità. E allora, signori giornalisti, non potreste cambiare rotta e darci dei giornali leggermente più "intelligenti"?
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categoria:considerazioni
sabato, 12 settembre 2009

MilanoNera Eventi, in collaborazione con Ugo Mursia Editore lancia una sfida e una scommessa aprendo uno spazio letterario e librario dedicato a tutti gli amanti della letteratura gialla, noir e poliziesca. L’appuntamento è per martedì 15 settembre 2009, alle ore 18,00: MilanoNera Eventi e Ugo Mursia Editore inaugurano lo Spazio MilanoNera, il best place del giallo e noir milanese, con una festa con tanti ospiti, aperitivo e una performance teatrale.

Ospitato presso i locali de La Libreria Mursia, in via Galvani 24, a Milano, lo Spazio MilanoNera sarà interamente dedicato agli eventi e alla presentazione di libri gialli e noir. Ogni giovedì sera e ogni sabato mattina, lo Spazio MilanoNera accoglierà autori e protagonisti del giallo italiano e internazionale attraverso incontri, reading e anteprime, ma anche corsi e workshop di scrittura creativa tenuti da docenti d’eccezione.

Il primo ospite dopo l’inaugurazione sarà il Presidente della regione Piemonte Mercedes Bresso, che sabato 19 settembre (alle ore 11,00) presenterà il suo "Il profilo del tartufo" (Rizzoli). Il calendario degli incontri di settembre e ottobre è fittissimo: Alfredo Colitto (Il candidato - Verdenero), Gianluigi Nuzzi (Vaticano Spa - Chiarelettere), Danilo Arona e Alan D. Altieri (Bad Prisma - Mondadori), Alfredo Chiappori (Quanti denti ha il pescecane - Mursia), Hans Tuzzi (La morte segue i magi - Bollati Boringhieri) e la presentazione ufficiale del primo numero di MilanoNera Mag. Perché lo Spazio MilanoNera sarà anche sede della redazione del giornale che, da fine settembre, con una nuova e accattivante veste grafica, riprenderà le sue pubblicazioni con cadenza mensile e sarà distribuito gratuitamente nelle principali librerie d’Italia.

All’interno dello Spazio MilanoNera sarà inoltre possibile trovare e acquistare i Cento romanzi gialli e noir più belli di sempre scelti dalla Redazione di MilanoNera. Dai grandi classici di Edgar Allan Poe, Carlo Emilio Gadda, Agata Christie, Giorgio Scerbanenco, James Ellroy e Jean Claude Izzo sino alle ultime novità editoriali.

L’iniziativa è curata dalla MilanoNera Eventi (www.mne20.com), la società di organizzazione eventi culturali nata dal web press MilanoNera, presieduta dallo scrittore Paolo Roversi e composta di undici storici collaboratori della testata. “Con l’inaugurazione di questo spazio, MilanoNera diventa definitivamente un punto di riferimento nel panorama giallo e noir nazionale” - spiega Roversi - “Dopo il portale e la web press gratuita, il nostro obiettivo è crescere anche grazie a questo spazio che, ci auguriamo, catalizzi l’interesse di tutti i lettori milanesi. E non solo”.

postato da: Anna58 alle ore 12:03 | Permalink | commenti
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